Trend sul lungo termine, analizziamo i dati parte 4: RTL 102.5

Piccole premesse necessarie: sono pure letture di dati, molti cicli di rilevazione non possono essere matematicamente e statisticamente messi a paragone perchè elaborati con metodologie diverse e da aziende diverse (Ter – Radio Monitor – Audiradio) quindi non devono essere presi come analisi ma pure riflessioni di operato.

Quando sei il primo della classe per decenni, il vero problema non è superare gli altri, ma superare te stesso. Analizzare i dati di RTL 102.5 degli ultimi otto anni significa guardare la radiovisione più famosa d’Italia fare i conti con un mercato spietato, un’emorragia silenziosa durata quattro anni e una rinascita certificata dalle ultimissime rilevazioni Audiradio 2025. Oggi celebriamo il loro primo posto a 6.616.000 ascoltatori nel Giorno Medio del 2025. Ma per capire la vera portata di questo “Win”, dobbiamo guardare il grafico completo.

La tabella della verità (Giorno Medio RTL 102.5: 2018-2025)

AnnoAscoltatori (Giorno Medio)Anno PrecedenteAnalisi del Trend
20187.727.000L’EPOCA D’ORO. Numeri siderali, un brand inattaccabile.
20197.404.000– 421.000Inizia una prima, lenta erosione fisiologica.
20206.992.000– 371.000(Stima II Sem.) L’impatto Covid spezza la routine. Si scende sotto i 7 milioni.
20216.457.000– 478.000Continua il trend al ribasso.
20225.872.000– 657.000IL MINIMO STORICO. Quota 5,8M. Quasi 2 milioni di ascoltatori persi dal 2018.
20236.025.000+ 225.000Il colpo di reni. Si torna a respirare sopra quota 6 milioni.
20245.708.000– 317.000LA DOCCIA FREDDA. Nuova flessione pesante, il record negativo si aggiorna.
20256.616.000+ 908.000IL GRANDE RESET . Dato Audiradio. Un rimbalzo clamoroso. Il re è tornato sul trono con forza.

La sindrome del leader e la forza del “sistema”

La narrazione attorno a RTL 102.5 in questi anni è stata un caso studio affascinante di comunicazione aziendale e riposizionamento strategico.

1. L’emorragia silenziosa (2018-2022)

Dal trionfale 2018 (7,7 milioni) al 2022 (5,8 milioni), la prima radio d’Italia ha perso per strada quasi due milioni di ascoltatori. Questo è un “Fail” che raramente viene raccontato ad alta voce, semplicemente perché RTL 102.5 è rimasta, nonostante tutto, in cima alla classifica. Quando perdi così tanto ma nessuno dei tuoi avversari riesce a superarti, la crisi si maschera meglio. In questo periodo, la concorrenza sul fronte Pop Culture si è fatta agguerrita, e la formula della radiovisione, per quanto pionieristica, ha dovuto fare i conti con una fruizione più frammentata.

2. Dal singolo canale al “Sistema”

Come ha reagito l’editore Lorenzo Suraci a questo calo del canale principale? Cambiando sapientemente il tavolo da gioco. Proprio intorno al 2022, la comunicazione di via Scotti ha smesso di concentrarsi solo sull’emittente ammiraglia per spingere l’acceleratore sul Sistema RTL 102.5, inglobando i successi crescenti di Radio Zeta (diventata il riferimento per la Gen Z) e Radiofreccia. Una mossa magistrale: se il contenitore principale flette, si allarga il perimetro misurando i contatti globali del gruppo.

3. Lo shock positivo del 2025

Arriviamo ad oggi. Dopo l’ennesimo scivolone del 2024 (5.708.000), i dati Audiradio 2025 rimettono l’ammiraglia al centro del villaggio. RTL 102.5 balza a 6.616.000 ascoltatori, con un clamoroso +900.000 in dodici mesi.

È la dimostrazione che i grandi eventi trainanti (basti pensare all’impatto enorme del Power Hits Estate all’Arena di Verona) e una corazzata informativa sempre accesa 24/7 riescono ancora a polarizzare il pubblico quando la misurazione si fa più accurata sulle nuove piattaforme.

RTL 102.5 ha incassato colpi durissimi per anni senza mai cedere lo scettro, e oggi ha rialzato la testa, zittendo chi la dava per fisiologicamente al tramonto.

Rimango aperto al confronto ripetendo la premessa iniziale. Sono pure letture di dati, molti cicli di rilevazione non possono essere matematicamente e statisticamente messi a paragone perchè elaborati con metodologie diverse e da aziende diverse (Ter – Radio Monitor – Audiradio) quindi non devono essere presi come analisi ma pure riflessioni di operato.

Articolo a cura di Alfredo Porcaro
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