Fuori onda: come sfruttare i tempi morti delle dirette

Dietro il microfono c’è un mondo. La radio non si ferma mai e il lavoro di un conduttore, di un regista o di un redattore, prosegue anche quando si trasmette musica. Sono tante le cose che succedono a microfoni spenti. Il conduttore cerca di capire cosa dire nell’intervento successivo, si coordina con il co-conduttore, ricarica le energie o scambia due parole con i colleghi. O ancora, si leggono i messaggi degli ascoltatori, si cerca di correggere il tiro se durante la diretta qualcosa è andato storto, si accolgono gli ospiti e tanto, tanto altro. Hai mai pensato che tutto quello che succede fuori onda può diventare una risorsa per la tua radio?

Trasmettere il “dietro le quinte” di un’emittente può voler dire aprire una porta nei confronti degli ascoltatori. Sono tantissime le persone che hanno un’immagine sfocata di come funziona una radio, e tante altre nutrono la curiosità di scoprire come lavorano le voci che tengono loro compagnia quotidianamente. 

Ma come svelare chicche interessanti senza fare passi falsi?

Bisogna capire innanzitutto che non c’è una strada univoca, ciascuna emittente ha il proprio carattere e la propria linea editoriale. È importante quindi rimanere fedeli alla propria immagine e cercare di studiare il canale più consono a ciascuna radio. L’obiettivo è quelli di avvicinare gli ascoltatori regalandogli un pezzo di autenticità in più.

Un’opzione valida e già sperimentata da alcune radio, è quella di mostrare in radiovisione tutto ciò che succede in studio, anche a microfoni spenti. In questo caso basta tenere una telecamera fissa che riprenda la postazione dei conduttori, la regia ed, eventualmente, uno stacco su ciò che succede nelle vicinanze. Il fuori onda può diventare anche un inserto comico costruito ad hoc all’interno del programma, si pensi ad esempio ai simpatici “In onda – Fuori onda” del DeeJay Time, dove Albertino e la sua ciurma si lanciano in battute e gag preparate apposta per far ridere gli ascoltatori.fuori onda sui social

Altro strumento sempre più utilizzato è, neanche a dirlo, quello dei social media. Sono tantissime, infatti, le emittenti locali e nazionali che utilizzano le stories di Facebook ed Instagram per mostrare al pubblico cosa succede nel backstage. Questa è un’opzione che, rispetto alla radiovisione, assume sfumature anche di carattere sociale (appunto), soprattutto perché si abbatte nell’immediatezza la distanza tra il pubblico e gli operatori radio/tv o dello spettacolo in generale.

 

Quali sono quindi i vantaggi di trasmettere il fuori onda di una radio?

In sintesi, è utile trasmettere cosa succede nel backstage per quattro motivi:

  • far conoscere agli ascoltatori come funziona l’emittente e come vengono preparati i contenuti per la messa in onda
  • Creare empatia con gli ascoltatori, lasciandosi vedere anche quando si fanno scherzi e battute dietro le quinte
  • Implementare la presenza della radio sui social attraverso contenuti appositamente creati per fare storytelling
  • Sperimentare la contaminazione tra media

Esperimenti di fuori onda nelle radio nazionali

deejay chiama Italia studioPer diverso tempo Radio Deejay ha mandato in radiovisione anche il backstage di uno dei programmi più seguiti, Deejay Chiama Italia. Attraverso il canale tv, gli spettatori potevano vedere, oltre allo svolgimento del programma e dei suoi contenuti in diretta, anche tutto ciò che succedeva fuori onda: dal lavoro di redazione al coordinamento dei conduttori, dai tempi morti allo scambio di battute tra Linus e Nicola.

Questa fase risultava sicuramente interessante per chi era curioso di sapere cosa succedesse dietro il microfono, ma da qualche tempo si è deciso di tornare alla versione tradizionale di radiovisione, cioè mandando in onda solo la diretta e i videoclip delle canzoni durante la loro esecuzione. Questo perché, a detta di Linus, c’era bisogno di tornare ad una sana privacy tra i componenti dello staff, al fine di preservare la qualità del format. Secondo il conduttore, infatti, avere qualche minuto di tranquillità fra un intervento e l’altro era necessario per rimanere concentrati ed evitare di dire fesserie.

Anche RTL 102.5 ha provato a mostrare al pubblico tutto ciò che succedeva al di fuori della diretta. Con RTL Play, infatti, attraverso una telecamera fissa, veniva proposto sul web il “dietro le quinte” della radio. Un modo interessante di valorizzare i fuori onda, ma che ha finito per diventare piuttosto un aggregatore di podcast e contenuti speciali della radio. 

Conviene o no mostrare i fuori onda?

Appare evidente che ogni emittente, in base alla propria linea editoriale e ai propri obiettivi, può decidere se sperimentare o meno la messa in onda del backstage. Una buona regola è quella di fare prima uno studio sugli interessi e le abitudini degli ascoltatori. Se il target dell’emittente comprende una fascia di utenti che, ad esempio, usufruisce quotidianamente dei social, potrebbe essere una buona strategia avvicinare nuovi ascoltatori o, empatizzare con quelli più fedeli, mostrando la radio dal suo punto di vista più umano. Trasmettere una battuta fuori onda, la risoluzione di un imprevisto o il work in progress di conduttori e redattori, può diventare un valore aggiunto per un’emittente che punta al consolidamento della sua immagine.

radio foto finale

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