Radio in Europa: i dati EBU 2025 mostrano segnali di stabilità (anche tra i giovani)

La radio continua a far parte della vita quotidiana di milioni di persone. I nuovi dati EBU (European Broadcasting Union) 2025 mostrano un quadro stabile: oltre due ore di ascolto al giorno, un buon livello di penetrazione tra i giovani e un ruolo ancora centrale per i servizi pubblici. Ecco i numeri aggiornati e cosa significano per chi lavora nel settore.

Ascolto medio: 2h14m al giorno nel 2024

Gli europei ascoltano la radio per 2 ore e 14 minuti al giorno. Il dato è stabile rispetto al 2023, con una riduzione minima (–1 minuto) rispetto all’anno precedente e un calo più marcato (–18 minuti) rispetto al 2018. Dopo un lungo declino, sembra emergere una fase di consolidamento.

I giovani: 73% la ascolta ogni settimana

Tra i 15 e i 24 anni, il 73% ascolta la radio almeno una volta a settimana. La durata media è di 1 ora e 15 minuti al giorno. Anche qui, dopo anni di calo, si registra una leggera risalita: +1 minuto rispetto al 2022. Un piccolo segnale, ma incoraggiante.

Servizio pubblico in primo piano

Le emittenti pubbliche (PSM – Public Service Media) raggiungono il 43% della popolazione e il 28% dei giovani ogni settimana. Lo share giornaliero è del 38% sulla popolazione totale e del 24% sui giovani. In oltre la metà dei mercati europei, la radio pubblica è ancora il canale più ascoltato.

Trend e rinnovamento digitale

Il tempo di ascolto è sceso lentamente negli ultimi 20 anni (circa un’ora in meno), ma ora sembra stabilizzarsi. Le emittenti che stanno investendo su digitale, podcast, smart speaker e crossmedialità stanno riuscendo a mantenere il contatto con il pubblico. Il report sottolinea anche l’importanza della distribuzione multipiattaforma per affrontare il cambiamento.

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Cosa possono fare le emittenti (e chi le supporta)

I dati EBU indicano che la radio ha ancora un ruolo forte, ma servono scelte chiare per restare rilevanti. Ecco dove agire:

  • Parla ai giovani con linguaggio e contenuti adatti.
    Formati brevi, voce autentica, presenza su piattaforme che usano ogni giorno (TikTok, YouTube, app audio).
  • Investi nel digitale, ma senza perdere la forza dell’FM.
    DAB+, streaming, podcast: sì, ma con coerenza editoriale e una linea chiara.
  • Costruisci relazioni, non solo palinsesti.
    Fai sentire gli ascoltatori parte di una comunità. La radio resta forte quando crea appartenenza.
  • Misura, testa, adatta.
    I dati servono. Ma vanno letti, interpretati e trasformati in scelte concrete (musica, orari, conduzione).
  • Per chi fa consulenza:
    È il momento di aiutare le radio a fare meno “copie” e più identità. Serve visione strategica, ma anche capacità pratica di adattamento.

La radio non indietreggia

La radio in Europa resiste, si rinnova e – soprattutto – resta centrale. I numeri dell’EBU lo confermano: la sfida non è sopravvivere, ma scegliere come evolvere. Ogni emittente può farlo, a patto di conoscere bene i propri ascoltatori e il proprio ruolo.

Hai una radio o lavori nel settore? Vuoi capire come usare questi dati nella tua strategia? Contattaci
Lavoriamo con le emittenti, ogni giorno.

Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofonico

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