I have a dream: fare radio nell’aula di un consiglio comunale

Ogni giorno sembra essere nuovo per la radio e per le sue dimostrate infinte opportunità. Se la radio fosse un animale allora diremmo un camaleonte: capace di assumere le sembianze della natura che lo circonda senza cambiare mai. Ecco, la radio è sempre la stessa, la forma è la stessa nonostante la necessità di modificarsi mille volte e mille altre ancora. Durante il corso del tempo, quindi, abbiamo raccontato esperienze della radio. E molte volte protagonisti di queste esperienze erano ragazzi alle prime armi, ragazzi innamorati della musica e dello strumento che la trasmette.

La carica dei direttori artistici: a Stereocittà c’è Tommy Vee

Il pianeta radio si rende protagonista di continui cambiamenti che provengono dal sistema delle voci, della musica, e anche da quello dei direttori artistici.
Ha fatto parlare – e non poco – lo sbarco di Albertino nella sua nuova M20: vuoi per il passato a Deejay, vuoi per la scelta di rendere fenice l’emittente facendola risorgere dalle proprie ceneri. Qualcosa di simile è accaduto, seppure con attenzione mediatica minore, a Stereocittà con l’arrivo di Tommy Vee.

La lingua dei segni rende la musica universale

La musica si compone di un linguaggio universale capace di essere capito da tutti. Non è una frase confezionata per le belle occasioni ma la realtà di fronte alla quale si è trovato Mahmood dopo aver ottenuto il secondo posto all’Eurovision Song Contest di Tel Aviv. Musica fa rima con emozione e sentimento praticamente da sempre. Per questo quando indossiamo le cuffie e digitiamo “play” su qualsiasi tastiera finiamo in un mondo parallelo fatto di forti sensazioni che terminano in pochi minuti.

È nata Radio Lavora, l’emittente che aiuta i disoccupati a trovare occupazione

Negli ultimi tempi abbiamo assistito alla nascita di emittenti radiofoniche di tutti i colori, nel più giustificato senso battesimale della parola. Abbiamo visto nascere radio dedicate ad hobby comuni; abbiamo visto nascere radio molto vicine a una squadra di calcio (Radio Bianconera, per esempio). Quindi l’emittente che mancava in un etere affascinante e curioso era una: Radio Lavora.