Audiradio ha pubblicato i dati del terzo trimestre 2025. Per le emittenti nazionali il periodo copre 24 giugno–13 ottobre, mentre per le emittenti locali la rilevazione va dall’8 aprile al 13 ottobre.
È una differenza importante: i due segmenti non sono comparabili in modo diretto. Il rilascio è rilevante anche per un altro motivo: la nuova metodologia introdotta nel 2025. Con il cambio di struttura statistica non è più possibile confrontare questi numeri con quelli degli anni precedenti.
Si può lavorare solo sulla fotografia attuale.
I numeri principali
- Giorno Medio: 34.504.000 ascoltatori
- AQH (Quarto d’Ora Medio): 7.328.000
- 7 giorni: 45.380.000 ascoltatori
- Somma lorda delle radio locali (giorno medio): 31.142.000
Va ricordato che la somma lorda non rappresenta il reach unico: la stessa persona può essere conteggiata più volte.
Le classifiche nazionali (Giorno Medio)
- RTL 102.5 – 6.868.000
- Radio Italia – 6.273.000
- RDS – 6.086.000
- Radio Deejay – 5.385.000
- Radio 105 – 5.083.000
- Radio Kiss Kiss – 4.237.000
- Rai Radio 1 – 3.057.000
- Virgin Radio – 2.927.000
- Radio 24 – 2.625.000
- Radio Subasio – 2.599.000
La top AQH cambia un po’, con RDS, Deejay e 105 in testa.
La differenza è normale: il Giorno Medio misura l’ampiezza, l’AQH misura la permanenza.
Locali: ruolo forte, ma da leggere con attenzione
- in 4 regioni la radio più ascoltata è una locale
- 8 radio locali superano almeno una nazionale
- il dato lordo delle locali mostra una massa notevole
Il punto esiste e ha peso ma non basta dire che il totale lordo è alto: la metrica che conta per le pianificazioni è il reach reale, non la somma di ascolti frammentati. Le locali hanno un vantaggio chiaro: parlano il linguaggio della comunità. Questo valore però va trasformato in argomentazioni commerciali concrete.
La metodologia: cosa cambia davvero
Qui entra la parte che influenza la lettura dei dati più di quanto spesso si pensi.
«L’indagine Audiradio prevede 200 mila interviste CATI, realizzate mediante tre questionari distinti e tre campioni indipendenti: Stream A (A1 solo locali, A2 locali e nazionali) e Stream B per le radio nazionali.
Nel 2025 risultano iscritte 252 radio locali e 18 nazionali.
Sulla base di questa struttura, i dati mostrano 34.504.000 ascoltatori nel giorno medio e 45.380.000 nei 7 giorni. La somma lorda delle locali è pari a 31.142.000. Va ricordato che ogni utente può ascoltare più radio, quindi la somma non rappresenta il reach unico.»
(Fonte: Aeranti–Corallo)
Questa parte non è un dettaglio tecnico. La struttura dei campioni, le ponderazioni, i periodi diversi tra locali e nazionali: tutto influisce sul risultato finale. Quando una radio usa questi dati per vendere spazi, deve essere certa che la metrica che presenta abbia un significato chiaro.
Domande pratiche che vale la pena porsi
- Sto guardando reach o intensità?
- Il periodo di rilevazione può generare distorsioni?
- La classifica che guardo è coerente con il mio target?
- Giorno Medio e AQH raccontano la stessa storia?
- I dati che cito hanno una base campionaria sufficiente?
Sono domande che evitano interpretazioni sbagliate e presentazioni fragili ai clienti.
Cosa serve oggi alle radio locali
Le radio locali possono sfruttare i dati Audiradio per rafforzare la loro presenza, ma devono farlo con un approccio più preciso:
- dimostrare il valore con dati sul profilo di ascolto
- unire radio e territorio con proposte integrate
- mostrare KPI misurabili (risultati, attivazioni, risposte)
Il territorio è un punto forte, ma da solo non basta.
Cosa serve alle reti nazionali e ai planner
Le nazionali mantengono un vantaggio in ampiezza, ma devono mostrare:
- chi ascolta
- quando
- con quale intensità
Le agenzie e i planner dovrebbero chiedere: intervalli di confidenza, struttura dei campioni, confronto tra AQH e reach, definizione del target utile.
L’epoca del “comprare solo per classifica” è finita.
Cosa ci “portiamo a casa” da questi dati
Questa pubblicazione trimestrale aiuta tutto il settore: editori, investitori, consulenti e inserzionisti.
È una fotografia utile, più dinamica rispetto al passato.
Ma va usata con equilibrio:
- metodologia nuova
- periodi diversi tra locali e nazionali
- numeri lordi da leggere correttamente
- centralità del reach unico
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Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofonico