Radio: la magnifica espressione della “sorella umile” nel 1969

Fu “un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità” l’allunaggio del 20 luglio 1969, per dirlo con le parole di Neil Armstrong che della storica impresa è il protagonista.

Fu un evento magnifico. Una grande conquista scientifica e tecnologica nel pieno risvolto politico delle guerre. Ma soprattutto, fu la conferma che la radio – “la sorella più anziana e umile” – aveva qualcosa in più della televisione.

L’eterna sfida

È l’evento più ricordato del 2019. Perché cinquant’anni sono importanti e la ricorrenza non poteva rimanere sola come solo è stato il primo uomo sulla luna. Molte storie tramandate la notte del 20 luglio 1969 hanno a che fare con la meravigliosa opportunità offerta dalla televisione, le immagini dell’astronauta che sbarca sulla luna entrano nei salotti di chi guarda. Eppure l’eterno confronto tra mezzi di massa non venne vinto dai colori per chi li vedeva, bensì dalla voce di coloro che hanno narrato punto per punto la missione dell’Apollo 11. Eccola la magia della radio: Ruggero Orlando e Tito Stagno raccontano minuto per minuto lo sbarco sulla luna, celebrando le garanzie distribuite dalla radio. Tanto che il mezzo merita un tributo: “starà facendo un lavoro più continuo, instancabile; sarà la prima a dirci se qualche cosa non funziona e cioè a tenerci con il cuore sospeso; questa volta per levarsi all’altezza dell’occasione diventerà surrealitsta”.

Una passeggiata radiofonica

luna apollo 11 missione USA

Surreale fu tutta quella notte. Eppure la tipica e stretta vicinanza di cui la radio dispone renderà una passeggiata l’appuntamento che attinge alla storia. Dalla radio non si vede, ma si sente la vibrazione del terreno calpestato dai piedi degli astronauti. È una vibrazione senza suono, ma percettibile al cuore umano. Ecco dunque che il filo che lega radio e televisione rischia di rompersi lasciando fluttuare in solitudine i due mezzi: uno da una parte e l’altro dall’altra. Ma ne siamo certi, in un punto del cosmo si sarebbero ritrovati come destino segnato. Perché questo è un amore necessario.

Radiocronaca di una storia

Fatto sta che ciò che arriva alle orecchie di chi ascolta il buio della notte lunare è il meglio che si possa chiedere all’espressione dell’informazione radiofonica. Si alternano descrizioni estremamente minuziose a pathos quanto basta, ecco perché si parla di radiocronaca come fosse un evento sportivo. “S’innalza verso il cielo con un rombo, mentre il crepitio dei suoi motori diffonde nell’aria un’onda sonora che si infrange sulla terra facendola sussultare”. Frasi da pianeta poesia, un successo della parola che andrebbe studiato nelle università della comunicazione. “Di un colore scuro, di lava e cenere, quindi proprio un mondo morto”, è come descritta la luna da chi non ci vorrebbe andare. Un mondo morto sarebbe allora quel punto che indichiamo quando amiamo qualcuno. Mondo vivo, invece, è quello che sentiamo quando accendiamo la radio. Un mondo che, forse, dobbiamo celebrare come una luna e amare meglio riscoprendo il coraggio.

Consulenza Radiofonica – La Professionalità On Air

Torna in alto