Davide Damiani: intervista al giovane speaker in onda sull’emittente interregionale Radio Gamma
Raggiungo Davide Damiani una mattina di qualche giorno fa. Al telefono ciò che mi colpisce è la sua risata, fa battute ironiche anche se non ci conosciamo. Conosco il suo volto pubblicato in forma fotografica su Facebook, quindi è facile sapere com’è il suo sorriso. Ma questo sorriso di Davide, che è più di una allegra risata, mi fa immaginare la spontaneità del conduttore radiofonico. Vedo Davide al microfono, le persone tornare a casa, una fascia oraria importante per la radio come quella del drive time e penso che un ragazzo così vorrei ascoltarlo. Lo stesso ragazzo che della radio sapeva poco o niente prima di entrare negli studi di RDS Academy, partecipare al talent per conduttori e sfiorare la vittoria.
Galeotto è stato RDS Academy per la tua vita radiofonica.
RDS Academy è stato un trampolino di lancio e non venivo dal mondo radiofonico come altri partecipanti. Mi ha dato visibilità perché è un talent show e arrivando in finale questa visibilità è aumentata. È stata un’occasione per lavorare sui punti di forza e prendere consapevolezza sul fatto che potevo stare in radio.
Non avere esperienza radiofonica ti è certamente servito per mostrare spontaneità.
Se all’inizio sembrava il punto debole, in seguito la spontaneità è stata punto di forza perché su di me si poteva lavorare. È facile aggiungere piuttosto che togliere qualcosa a qualcuno che ha già uno stile. Mi sono buttato a capofitto senza niente da perdere, anche sbagliando non avendo tecnica radiofonica. Comunque mi sono fatto conoscere al microfono per quello che ero: meno tecnica e più spontaneità.
Possiamo dire che la radio, oggi, è anche visibilità? Voglio dire, l’estetica dell’apparire non manca.
Quando partecipi a un talent metti in piazza anche visibilità ed estetica. RSD Academy è diverso dagli altri talent, non dura un anno e i concorrenti non vengono seguiti dalla mattina alla sera. Comunque sei in Tv.La radiovisione riguarda quasi tutte le radio e la visibilità non è esclusa dal discorso radiofonico. Certo che della radio mi ha sempre colpito non sapere chi c’era al di là del microfono.
Non è arrivato il contratto con RDS però è arrivata una signora emittente come Radio Gamma.
Finita l’Academy ho rimboccato le maniche e detto che bisognava cominciare a lavorare anche senza la Tv. Ho studiato il possibile, ho fatto provini, finché è arrivata la chiamata di Radio Gamma. C’è un bel progetto, questo mi piace molto.
Tra l’altro ti è stata affidata una fascia importante, vuol dire che contano molto su di te.
È una bella prova di fiducia allungare la fascia quotidiana fino alle 21 e dare il drive time a un conduttore appena arrivato. Sto cercando di permettere agli ascoltatori di affezionarsi dopo tanti anni di attività di Gamma.
Spesso quando si parla di radio si pensa ai network dimenticando l’importanza delle emittenti locali o regionali.
Sono radicate nel territorio, ci sono molte radio ascoltate. Bisogna farle crescere.
Hai fatto tanto per arrivare a lavorare in radio. Adesso cosa farai per rimanerci?
Lavorerò su me stesso con umiltà. Una regola che ho sperimentato anche nel teatro. Continuerò a lavorare e a salire sempre sullo scalino in alto facendomi consigliare anche da chi ha più esperienza di me. Sicuramente ho tutto da imparare, il quaderno è ancora vuoto e c’è tanto da scrivere.
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