Fino a 50.000€ di sgravi all’anno: perché l’ESG è il futuro (redditizio) della tua radio

Quando si parla di sostenibilità si pensa solitamente alla tutela dell’ambiente, quindi a
industrie, trasporti o plastica, e quasi mai ad una radio. Eppure anche un’emittente
radiofonica ha un impatto ambientale, sociale e organizzativo. I server per lo streaming, i
ripetitori e i ponti radio consumano una quantità enorme di energia ma la sostenibilità oggi
non è più solo una questione ambientale: si chiama ESG (Environmental, Social,
Governance) e rappresenta un elemento sempre più importante per la competitività delle
imprese. Per una radio, fare ESG non vuol dire solo “inquinare meno”, significa strutturare
l’azienda per produrre più fatturato, proteggere i lavoratori e valere di più sul mercato con
conseguente rafforzamento della reputazione verso investitori e partner commerciali.


Applicare i tre pilastri ESG nel mondo delle radio significa:


E (Environmental) – Sostenibilità Ambientale: ottimizzare i consumi energetici di
postazioni, ripetitori, ponti e server, meno emissioni, ma soprattutto bollette più leggere.
S (Social) – Sostenibilità Sociale: garantire dentro la radio parità salariale di genere tra
conduttori, tecnici e giornalisti, e favorire il bilanciamento vita-lavoro. Fuori la radio, si
traduce in responsabilità editoriale: usare un linguaggio inclusivo, contrastare gli stereotipi di
genere e curare l’impatto culturale sul territorio.
G (Governance) – Modello di Gestione: riguarda il modo in cui l’azienda viene guidata e
gestita, ovvero quanto è presente il genere femminile nei ruoli decisionali o nella direzione
artistica e commerciale e se esistono procedure trasparenti per selezionare i collaboratori e
codici di condotta chiari per i giornalisti.
Oggi, investire in etica aziendale produce valore economico reale e per un’emittente
radiofonica, adottare e certificare queste politiche si traduce in benefici tangibili che incidono
direttamente sul bilancio.


Quanto conviene (davvero) essere una radio sostenibile?


L’adozione di sistemi di gestione sostenibili e inclusivi come la certificazione della parità di
genere dà accesso a un esonero contributivo concreto attraverso uno sgravio sui contributi
previdenziali a carico del datore di lavoro che può generare risparmi finanziari notevoli, fino
a 50.000€ all’anno per emittente. A ciò si aggiungono i punteggi premiali per l’accesso a
bandi e contributi come i fondi per l’editoria e il broadcasting, in quanto avere una gestione
ESG certificata garantisce punteggi extra e criteri di preferenza rispetto ai concorrenti.
Una radio che mette al centro il benessere e l’equità riduce i costi legati al continuo ricambio
di personale (turnover) e diventa attrattiva per le migliori voci sul mercato del broadcasting,
per i tecnici più qualificati e per i venditori commerciali più performanti.
Portare la sostenibilità e le politiche di genere nella governance della radio non è un costo,
ma un investimento ad alto rendimento, è uno strumento di gestione che può contribuire a
migliorare risultati economici, organizzazione interna e posizionamento sul mercato.
Il primo passo, è capire da dove si parte, fare una fotografia della struttura attuale
dell’emittente, analizzare l’organizzazione, individuare i margini di miglioramento e valutare
quali opportunità economiche e competitive sono realmente applicabili alla propria radio.

Perchè limitarsi a trasmettere solo musica? Oggi la tua radio può trasmettere anche valore
attraverso il proprio modello di impresa. Se vuoi capire da dove parte la tua emittente e
quantificare le opportunità economiche realmente applicabili alla tua struttura contatta
Consulenza Radiofonica.
e studieremo insieme il tuo caso.

Articolo a cura della Dott.ssa Katia Izzo
Manager della sostenibilità e della parità di genere
Dottore Commercialista e Mediatore Civile

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