Il festival di Sanremo per le radio locali: la vera vittoria oltre l’illusione del VIP o cantante da intervistare

In questi giorni nel nostro settore si fa un gran parlare, con toni a tratti disfattisti, dell’inutilità della presenza delle radio al Festival di Sanremo. Si leggono riflessioni che si chiedono “Cui prodest?”, a chi giova tutto questo rumore: arrivando a liquidare la trasferta sanremese come un vezzo egocentrico degli editori o, peggio, un inutile spreco di budget. Soprattutto se si parla di emittenti locali.

La provocazione parte da un presupposto reale, ma arriva a una conclusione profondamente sbagliata. Dire che le radio locali e regionali non dovrebbero andare a Sanremo è un errore strategico colossale. Il problema, come sempre nella radiofonia moderna, non è se esserci, ma come esserci.

Il fallimento: giocare alla copia dei Network

Se un’emittente locale va in Riviera con l’unico obiettivo di mettersi in fila per strappare 30 secondi di intervista preconfezionata al cantante di turno, o per fiondarsi in sala stampa a raccogliere dichiarazioni Il festival di Sanremo per le radio locali: la vera vittoria oltre l’illusione del VIP o cantante da intervistare

Di Consulenza Radiofonica / Febbraio 11, 2026

In questi giorni nel nostro settore si fa un gran parlare, con toni a tratti disfattisti, dell’inutilità della presenza delle radio al Festival di Sanremo. Si leggono riflessioni che si chiedono “Cui prodest?”, a chi giova tutto questo rumore, arrivando a liquidare la trasferta sanremese come un vezzo egocentrico degli editori o, peggio, un inutile spreco di budget. Soprattutto se si parla di emittenti locali.

La provocazione parte da un presupposto reale, ma arriva a una conclusione profondamente sbagliata. Dire che le radio locali e regionali non dovrebbero andare a Sanremo è un errore strategico colossale. Il problema, come sempre nella radiofonia moderna, non è se esserci, ma come esserci.

Il fallimento: giocare alla copia dei Network

Se un’emittente locale va in Riviera con l’unico obiettivo di mettersi in fila per strappare 30 secondi di intervista preconfezionata al cantante di turno, o per fiondarsi in sala stampa a raccogliere dichiarazioni identiche a quelle di altre cento testate… allora sì, diamo ragione ai critici: è un fallimento annunciato.

È la fiera dell’omologazione. L’ascoltatore a casa se ne accorge, il palinsesto diventa la brutta copia di quello dei network nazionali e l’investimento non porta alcun frutto. Questo è il classico “Fail” di chi cerca di competere con le stesse armi (e senza gli stessi budget) dei colossi. Ma la radio locale non deve fare questo. Anzi spesso sono inutili le presenze dei network stessi perchè la radio ufficiale del festival è una sola: Rai Radio 2 con tutte le esclusive legate all’azienda di stato. Forse allora è inutile la presenza dei network non quella delle realtà areali o web?

Cambiare le regole del gioco con Piazza Marconi e le iniziative simili

L’approccio vincente è ribaltare completamente la prospettiva. Noi di Consulenza Radiofonica lo vediamo e lo viviamo in prima linea organizzando Piazza Marconi in Casa Sanremo, un hub pensato proprio per raccogliere e valorizzare le emittenti che trasmettono dalla Città dei Fiori. L’obiettivo di una radio locale a Sanremo non deve essere inseguire il VIP per la foto di rito. L’obiettivo è usare il più grande evento di Pop Culture italiano come cassa di risonanza per il proprio territorio e per il proprio business.

Ecco perché esserci è fondamentale, se si ha una strategia:

  • Marketing territoriale e partnership istituzionali: È qui che si gioca la vera partita. Comuni, Province, Regioni ed Enti del Turismo sono estremamente interessati a legare il proprio nome alla kermesse. Una radio locale a Sanremo diventa l’ambasciatrice del proprio territorio su un palcoscenico nazionale. Creare format che portino le eccellenze della propria zona a Sanremo attira investimenti istituzionali e commerciali di altissimo livello.
  • Visibilità social per i clienti locali: Sanremo non è solo FM, è un evento totalizzante. È un’occasione d’oro per creare contenuti cross-mediali ad alto engagement. Un cliente locale che sponsorizza la trasferta (il grande concessionario, la catena di store) ottiene una visibilità percepita come “Premium”, associando il suo brand all’evento clou dell’anno e staccando nettamente i competitor cittadini.
  • Relazioni B2B: Sanremo è il più grande momento di networking dell’anno. Si creano sinergie, si chiudono accordi commerciali e si respira l’innovazione del mercato. Esistono pochi momenti del genere per le radio: il festival è uno di questi

Attenzione: sostengo che a Sanremo se studiata a dovere ogni soluzione può essere conveniente: la diretta da un truck, da una vetrina, da Piazza Marconi. Basta capire il valore economico che si vuole portare a casa. Vi posso assicurare che se percepite Il festival di Sanremo come semplice valore aggiunto alla vostra visibilità radiofonica locale siete in errore. Il vero valore è di puro business e lo dico per esperienza personale avendo seguito negli ultimi anni decine di clienti radiofonici.

Cui Prodest? Alle Radio che sanno fare impresa

Il Festival di Sanremo è un amplificatore. Se ci metti dentro il nulla, amplificherai il nulla. Ma se ci metti dentro un progetto commerciale solido, idee chiare, format alternativi e la forza della tua identità territoriale, il ritorno sull’investimento è garantito. Non lasciamo che una visione elitaria, che guarda solo ai grandi network, ci convinca che per le realtà locali non ci sia spazio. Lo spazio c’è eccome: basta smettere di fare la fila per le briciole degli uffici stampa e iniziare a costruire il proprio, personalissimo, palcoscenico… anche a Sanremo..

È la fiera dell’omologazione. L’ascoltatore a casa se ne accorge, il palinsesto diventa la brutta copia di quello dei network nazionali e l’investimento non porta alcun frutto. Questo è il classico “Fail” di chi cerca di competere con le stesse armi (e senza gli stessi budget) dei colossi. Ma la radio locale non deve fare questo. Anzi spesso sono inutili le presenze dei network stessi perchè la radio ufficiale del festival è una sola: Rai Radio 2 con tutte le esclusive legate all’azienda di stato. Forse allora è inutile la presenza dei network non quella delle realtà areali o web?

Cambiare le regole del gioco con Piazza Marconi e le iniziative simili

L’approccio vincente è ribaltare completamente la prospettiva. Noi di Consulenza Radiofonica lo vediamo e lo viviamo in prima linea organizzando Piazza Marconi in Casa Sanremo, un hub pensato proprio per raccogliere e valorizzare le emittenti che trasmettono dalla Città dei Fiori. L’obiettivo di una radio locale a Sanremo non deve essere inseguire il VIP per la foto di rito. L’obiettivo è usare il più grande evento di Pop Culture italiano come cassa di risonanza per il proprio territorio e per il proprio business.

Ecco perché esserci è fondamentale, se si ha una strategia:

  • Marketing territoriale e partnership istituzionali: È qui che si gioca la vera partita. Comuni, Province, Regioni ed Enti del Turismo sono estremamente interessati a legare il proprio nome alla kermesse. Una radio locale a Sanremo diventa l’ambasciatrice del proprio territorio su un palcoscenico nazionale. Creare format che portino le eccellenze della propria zona a Sanremo attira investimenti istituzionali e commerciali di altissimo livello.
  • Visibilità social per i clienti locali: Sanremo non è solo FM, è un evento totalizzante. È un’occasione d’oro per creare contenuti cross-mediali ad alto engagement. Un cliente locale che sponsorizza la trasferta (il grande concessionario, la catena di store) ottiene una visibilità percepita come “Premium”, associando il suo brand all’evento clou dell’anno e staccando nettamente i competitor cittadini.
  • Relazioni B2B: Sanremo è il più grande momento di networking dell’anno. Si creano sinergie, si chiudono accordi commerciali e si respira l’innovazione del mercato. Esistono pochi momenti del genere per le radio: il festival è uno di questi

Attenzione: sostengo che a Sanremo se studiata a dovere ogni soluzione può essere conveniente: la diretta da un truck, da una vetrina, da Piazza Marconi. Basta capire il valore economico che si vuole portare a casa. Vi posso assicurare che se percepite Il festival di Sanremo come semplice valore aggiunto alla vostra visibilità radiofonica locale siete in errore. Il vero valore è di puro business e lo dico per esperienza personale avendo seguito negli ultimi anni decine di clienti radiofonici.

Cui Prodest? Alle Radio che sanno fare impresa

Il Festival di Sanremo è un amplificatore. Se ci metti dentro il nulla, amplificherai il nulla. Ma se ci metti dentro un progetto commerciale solido, idee chiare, format alternativi e la forza della tua identità territoriale, il ritorno sull’investimento è garantito. Non lasciamo che una visione elitaria, che guarda solo ai grandi network, ci convinca che per le realtà locali non ci sia spazio. Lo spazio c’è eccome: basta smettere di fare la fila per le briciole degli uffici stampa e iniziare a costruire il proprio, personalissimo, palcoscenico… anche a Sanremo.

Articolo a cura di Alfredo Porcaro
C.e.o. di Consulenzaradiofonica.com
Consulente per emittenti radio fm, digital e brand-radio
Docente e formatore radiofoni
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