Il ritorno dell’FM sugli smartphone…forse

Con le nuove tecnologie degli ultimi anni, ci siamo abituati ad ascoltare la radio da smartphone e tablet attraverso la rete, con le app o in streaming web. Ma, prima di passare al digitale, la ricezione avveniva tramite onde sonore con la modulazione di frequenza.

Una premessa

Da diverso tempo gli smartphone non hanno più la radio FM incorporata. Dal 2021, precisamente, si può  ascoltare la propria emittente preferita unicamente da aggregatori radiofonici in streaming. Un processo che ha fatto abbastanza discutere ma che è stato accettato, anche se per le stazioni radiofoniche ha rappresentato un vero banco di prova. La causa di questo cambiamento è di natura legislativa: la sparizione delle radio FM dagli smartphone è stata recepita dalla Legge n. 205/2017, la quale all’art.1 comma 1044 stabiliva che: “Al fine di favorire l’innovazione tecnologica, a decorrere dal 1º giugno 2019 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale. Per le medesime finalità, a decorrere dal 1º gennaio 2020 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale”.

È chiaro che lo scopo della normativa era quello di introdurre nella vita comune degli ascoltatori la Radio DAB. Nel testo legislativo, però, non era specificamente menzionato lo smartphone, che è stato poi inserito all’art.28 comma 5 del decreto Sblocca Cantieri, secondo il quale “La radio FM non è più incorporata negli smartphone dal 1° gennaio 2021”. Questo processo ha obbligato i produttori ad integrare la Radio DAB, che richiede uno specifico chip, all’epoca presente in rarissimi dispositivi di telefonia mobile.

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Le eccezioni del caso

Tuttavia, questo fenomeno presenta diverse eccezioni, fin dalla sua nascita. Non tutti i dispositivi, infatti, hanno aderito (volontariamente) al decreto legge per la scomparsa della radio FM sugli smartphone. Ma, oltre alla creazione di nuovi smartphone con apposita funzione di ascolto radiofonico in FM, l’innovazione si è spinta oltre.

Blackloud e le AF1 FM

“Blackloud” , nel 2018, ha voluto fare un salto indietro nel tempo di circa 10 anni, riproponendo sul mercato delle cuffie con ricevitore FM integrato, le AF1 FM. “La motivazione di tale scelta? Provate a pensare di trovarvi in situazioni in cui la vostra connessione Internet potrebbe cadere: forti temporali, raffiche di vento, animali che rosicchiano i cavi, blackout, lavori di manutenzione. Tutti contesti che non intaccherebbero un ricevitore FM proprio come quello di Blackloud, posizionato tra i cavi, all’interno di una scocca di piccole dimensioni”. Queste le parole della stessa pubblicità.

Le AF1 FM sono cuffie auricolari decisamente tecnologiche, in quanto la connessione ad iPhone e iPad avviene tramite la stessa presa che si usa per caricare i dispositivi. Sono anche molto pratiche: una volta connesse le cuffie, l’app dedicata permette di selezionare le stazioni, indicare le preferite e regolare i vari parametri sonori. Questi poi verranno salvati all’interno delle cuffie e riproposti su ogni dispositivo in cui esse verranno inserite.

Allora forse, per qualcuno, la radio FM sul cellulare e sul tablet potrebbe ancora avere senso. Ad esempio per chi ha un contratto telefonico con una quantità di dati limitata, o per chi si trova spesso in zone senza connessione Internet e non vuole rinunciare alla musica.

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Le App come Alternativa

Quali possono essere le alternative? Abbiamo detto che i canali FM (e migliaia di altre radio di tutto il mondo) possono essere ascoltate in streaming. Consumano poca banda, mettono a disposizione un innumerevole di stazioni italiane e straniere e, grazie ad app bene organizzate, si possono gestire al meglio i propri gusti musicali.

Le migliori app

Qui di seguito tre delle migliori alternative per non rinunciare all’ascolto in FM sul proprio smartphone.

Simple Radio

“Simple Radio” offre una lunga lista di radio, una lente per cercare le emittenti non presenti e una sezione dove collocare le proprie stazioni preferite. L’app è gratuita anche se, di tanto in tanto, compariranno banner e pubblicità, a volte un po’ invadenti. Essa propone oltre 45mila emittenti, diverse per genere e Paese di trasmissione.

LastFm

“LastFm” è una Internet radio ma anche un social network nato nel 2005 dal sito “Audioscrobbler”. Il sistema tiene traccia della musica ascoltata (lo “scrobbling” appunto) da servizi come “Spotify” o “Deezer” e costruisce un profilo che include gli artisti e le canzoni preferite dell’utente.

FM-World

“FM-World”, infine, è un’app facile e intuitiva che permette di selezionare le emittenti con diversi criteri di ricerca. Uno di questi è rappresentato dalla voce “visual radio” che raggruppa tutte le radio che trasmettono anche in “radiovisione” così da ascoltare un brano potendo vedere anche il relativo video. FM-World, come dice il nome dell’app, raggruppa emittenti da tutto il mondo.

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