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Adriana Paratore di Radio Zeta | Consulenza Radiofonica

Intercettiamo Adriana Paratore una domenica pomeriggio, chiede a suo fratello musicista di smettere di suonare perché deve farsi sentire. È tutta un microfono parlante, Adriana, d’altronde 27 anni di radio non smentiscono la sua natura. Parla molto, si concede con semplicità e spesso si riferisce alla sua nuova famiglia, quella di Radio Zeta, che l’ha accolta tra le quote rosa in un nuovo palinsesto che fa della voce femminile un punto di distinzione. Adriana Paratore dice che la migliore caratteristica per uno speaker non è una caratteristica tecnica ma umana.

Come è avvenuta la chiamata per Radio Zeta?

Rientravo a Roma dopo essere stata in Calabria per 3 anni e mezzo di lavoro. Appena rimesso piede nella Capitale un paio di colleghi mi hanno invitata a contattare Zeta, mi hanno detto Cosa aspetti a mandare il demo? Così ho fatto. Da Zeta è arrivata la risposta, dicevano che il demo era piaciuto ma non stavano cercando nessuno. Però mi hanno suggerito di fare un giro nei loro studi. I colleghi di RTL mi hanno accolta benissimo e dopo qualche mese sono tornata a Zeta spinta ancora da un loro suggerimento.

In questo momento avevi capito che la possibilità di entrare a far parte del progetto Zeta era concreta?

Ci speravo ma non ero sicura. Succede che cambia la direzione artistica e il nuovo direttore (ndr Federica Gentile) mi invita ad andare in diretta nel primo weekend disponibile. Ero perfettamente a mio agio, tutti mi hanno trattata benissimo. Dopo qualche giorno mi ricontattano offrendomi la conduzione di Proteina zeta, in onda dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 16. Pensavo che mi volessero usare soltanto come jolly. Sono rimasta senza parole. È un sogno che si realizza.

Vista la tua recente e continuativa presenza in radio locali, potremmo confermare il fatto che i grandi network radiofonici vadano alla ricerca di conduttori anche in ambienti moderatamente piccoli?

Per i network non conta il master, l’inesperienza, dove lavori o hai lavorato; conta essere bravo. Sono stata in Calabria e al mio ritorno a Roma qualcuno era convinto che dovessi appendere le cuffie al chiodo o ripartire eventualmente con una nuova gavetta. E invece…
Non serve sgomitare o chiedere favori: se sai stare al microfono verrai ricompensato.

Qual è la cosa più importante per uno speaker tra tecnica, talento e capacità di sintesi?

La caratteristica principale è l’umiltà. Gli speaker poco umili non possono entrare nei network. Tra l’altro un eventuale atteggiamento arrogante si percepisce al microfono. Una persona semplice, invece, divertendosi fa divertire.

Consulenza Radiofonica La Professionalità On Air

Intervista a cura di Daniele Campanari

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