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Mauro Marino: da Rtl a Radio Italia  passando per Rds, R101 e Radio Kiss Kiss. 

 

Personaggio radiofonico con le idee chiare: Mauro Marino rappresenta l’anima della conduzione nazionale. Sulle sue spalle si sente il peso dell’esperienza vissuta su RTL 102.5, RDS, Radio 101, Radio Kiss Kiss; emittenti che hanno forgiato il Marino conduttore e sezionato l’esistenza di Mauro come uomo sempre seguito dai fedeli ascoltatori a ogni passaggio. Per lui la radio ha bisogno di più spazio, di un trattamento paritario agli altri media, perché è prima di tutto “un ambiente sano”. Adesso trasmette con patriottismo su Radio Italia, una radio sorprendente. 

Quindi, secondo i dati d’ascolto TER usciti a novembre, Radio Italia è la terza emittente nazionale

Siamo contenti, abbiamo fatto ottimi numeri. Purtroppo però i nuovi dati di ascolto non si possono paragonare con quelli di prima visto che il metodo di rilevamento è cambiato. Per questo se fossero stati negativi li avrei comunque presi per buoni.

In ogni caso è un successo

Sono a Radio Italia da sei anni, c’è stato un lavoro di svecchiamento e il target si è ampliato. Ci sono molti ragazzini che ci ascoltano insieme a mamme e nonne.

Questo successo può essere sinonimo di patriottismo musicale?  

Sì, anche perché tutte le radio che fanno musica italiana raccolgono bene. Siamo un paese che non conosce bene l’inglese, mentre i testi scritti nella nostra lingua vengono compresi. 

Che ne pensi della televisione che corteggia la radio?

Sicuramente la promozione serve per far conoscere il marchio. Poi però se il prodotto non piace la gente se ne va. La radio è un po’ come il teatro: funziona con il passaparola. Se uno si trova bene la fa ascoltare a un altro. Molti ascoltatori mi scrivono dicendo di venire da altre emittenti perché sono stati consigliati da amici o parenti.

Tu sei stato anche un personaggio televisivo: ti aspettavi che si sarebbe arrivati a questo?  

Sì me lo lo aspettavo anche perché dove non arriva l’fm arriva il canale televisivo. Se vedi i dati di ascolto relativi alla radiovisione ti accorgi che la Tv influisce molto.

Mi racconti di quella volta in cui ti scrisse una giovane ascoltatrice che non sapeva se tenere il suo bambino?

È successo anni fa. Mi disse che era incinta, che ne avrebbe parlato con i suoi genitori e che non sapeva se avrebbe tenuto il bambino. Ho condiviso il suo dubbio con gli ascoltatori e, dopo tanti messaggi arrivati, a fine programma mi ha scritto dicendo che avrebbe seguito i consigli degli ascoltatori e quindi tenuto il bimbo. I giornali pubblicarono articoli ovunque, mi volevano anche ospite in Tv insieme alla ragazza ma non ci sono andato, non volevo usare un’ascoltatrice che si fidava di me per farmi pubblicità. 

È un episodio molto intimo

Don Mazzi scrisse su Famiglia Cristina, riportando l’accaduto, che il conduttore e la radio fecero un “buon servizo” e che la radio doveva servire a questo.
Un altro episodio carino è accaduto durante “Ricaricati” (ndr. Il programma andava in onda su Radio Kiss Kiss): l’ascoltatore dava il proprio numero in diretta e veniva contattato dagli altri. Due si conobbero, si misero insieme e si sposarono invitandomi al matrimonio. Poco tempo fa, un altro ascoltatore che aveva partecipato alla trasmissione, mi ha scritto dicendo che grazie a me quest’anno avrebbe festeggiato dieci anni di fidanzamento con una ragazza conosciuta proprio tramite il programma.

Quanto contano i social per i conduttori radiofonici?

I social devono essere usati per promuovere la radio, viaggiano per conto proprio, chi li segue non è detto che ascolti anche la radio. 

Tra tutte le radio in cui hai lavorato, qual è quella in cui torneresti?

Ripeterei tutte le esperienze che ho fatto perché ognuna mi ha dato qualcosa. Ho cambiato le  radio per scelta, perché volevo rimettermi in gioco. L’ho fatto perché volevo vedere se riuscivo a ripetere quanto di buono ero riuscito a fare. E tutto sommato ci sono riuscito… sono ancora qua.

Adesso sei in onda con Manola Moslehi

Gli editori vogliono la coppia e a volte funziona, anche se preferisco la conduzione singola. La prima esperienza in coppia l’avevo fatta a Radio Kiss Kiss solo per un anno. I risultati migliori però li ho ottenuti quando ero in onda da solo. Quando il conduttore è da solo parla direttamente agli ascoltatori; invece oggi sento tante coppie che parlano tra loro escludendo il resto.
Dicono che la radio sia la sorellina della televisione ma, nella maggior parte dei casi, produce un fatturato e numeri migliori. Mentre alcuni programmi televisivi costano tanto e non hanno successo. Credo che la radio meriterebbe di avere più credito e visibilità.

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Post a cura di Daniele Campanari

photo credits by PAMELA ROVARIS

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