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“La Sveglia dei Gladiatori”: intervista doppia a Ignazio Failla e Geppo di Dimensione Suono Roma

http://consulenzaradiofonica.com/wp-content/uploads/2018/01/consulenza-radiofonica-la-sveglia-dei-gladiatori-geppo-show-ignazio-failla.jpgNel 1975 uscì il film Fantozzi, capostipite della saga con protagonista l’umile e sfortunato – ma gladiatore – Ugo Fantozzi (interpretato dal celebre Paolo Villaggio), figura cinematografica in cui molti italiani si sono riconosciuti fin da subito. Un dettaglio fantozziano caro ai più è la diabolica sveglia mattutina, antagonista dei ‘gladiatori mattutini’. A questo punto, nel mondo reale, entra in scena la radio, capace di far rivalutare il suono della sveglia a pendolaristudenti e lavoratori che già alle prime luci dell’alba hanno ingerito “settemila caffè”.

Come fare, però? Con la miglior medicina: la risata. Per questo, La Sveglia dei Gladiatori  di Dimensione Suono Roma è un format radiofonico convincente, dove la sveglia non ha un aspetto diabolico: l’ironia e la simpatia – non forzata, ci teniamo a sottolinearlo – sono le giuste chiavi che accompagnano gli ascoltatori a sorridere con buonumore. In onda dalle 6 alle 9, abbiamo contattato Ignazio Failla e Geppo, i due conduttori del programma.

“La Sveglia dei Gladiatori” va in onda dalle 6 alle 9. Ma voi a che ora iniziate a lavorare? Quanto tempo impiegate nel dietro le quinte per realizzare le tre ore di diretta?

Ignazio: La sveglia è sicuramente puntata prima. Io personalmente non lavoro mai, visto che mi diverto troppo a fare lo speaker radiofonico, credo che il lavoro sia un’altra cosa. Diciamo che da quando arrivo, circa un quarto d’ora prima, si cominciano a guardare subito le notizie per la rassegna stampa che facciamo a modo nostro, e a controllare i messaggi che già arrivano prima che cominciamo. Un occhio alla scaletta, visto che comunque la parte tecnica è affidata a me, affinché si rispettino i tempi e tutto il resto.

Geppo: Fortunatamente è un bellissimo lavoro, che ci lascia molta libertà, tolti i punti fissi come le pubblicità e le citazioni. Però noi iniziamo a lavorare 10 minuti prima e partiamo, perché il nostro è anche un programma che si può fare ‘a braccio’.

Quali sono i riscontri ottenuti in merito al vostro programma?

Ignazio: I riscontri li ho avuto sia da persone che incontro per strada e sia dai i miei amici che dicono la loro – e sono anche molto critici quando lo fanno -, poi dal fatto che comunque l’interazione con il programma è tanta. Perciò vogliamo pensare che i riscontri siano ultrapositivi, soprattutto per un prodotto tutto nuovo come questo, che è iniziato da circa tre mesi.

Geppo: Tantissimi riscontri soprattutto dalla gente che mi ferma in strada e mi fa tantissimi complimenti per la simpatia del programma, perché è un programma fresco, giovane, simpatico. Poi – come si capisce già dal nome del programma, La Sveglia dei Gladiatori – diamo la sveglia a tutte quelle persone che, magari assonnate in auto o sul posto di lavoro, partono con la giornata facendo una grande risata.

Secondo voi, quali sono i pregi e i difetti de “La Sveglia dei Gladiatori”? Quanto tempo dedicate a studiare la diretta appena andata in onda?

Ignazio: Di pregi ce ne sono tanti, troppi anche. Nonostante sia un programma mattutino, ci siamo resi conto che c’è un sottobosco di gente che ha voglia proprio di interagire, di parlare con noi, quindi io considero un pregio il fatto poi di ricevere messaggi privati in cui uno ti dice “Mi hai fatto sorridere”. Secondo me, il difetto è che dura poco: un’altra oretta l’avrei messa.

Geppo: I pregi sono tanti. Per me è un lavoro tutto nuovo, quello dello speaker radiofonico, quindi ha tanti pregi. Anche perché posso diffondere la mia simpatia e la mia ironia a tantissime persone, come già facevo sul web, e adesso lo posso fare anche in radio. Inizialmente pensavo che il difetto fosse l’orario, invece una volta entrato nel regime della sveglia trovo veramente pochi difetti.

Il vostro programma ha il compito più arduo, strappare i sorrisi a tutte quelle persone che si alzano la mattina presto. Ecco, come si fa a ottenere questo obiettivo?

Ignazio: Considera che, il fatto che gli ascoltatori si alzino presto, vuol dire che anche noi ci alziamo presto, quindi ci svegliamo ‘in crescendo’ con la luce del sole e all’orario che passa: alle 6 non si viene ‘aggrediti’ come potrebbe essere alle 8. Perciò, insieme ai gladiatori e agli ascoltatori, costruiamo la trasmissione. Loro si immedesimano in questo, e noi ci immedesimiamo in loro che si alzano molto presto. Come si fa a ottenerlo non lo so, però siccome succede non mi faccio troppe domande.

Geppo: Si fa come l’ho sempre fatto io, con naturalezza, ironia, essendo se stessi e coinvolgendo più persone possibili a farsi una bella risata di mattina. Perché, come diceva il grande Charlie Chaplin, “Un giorno senza ridere è un giorno perso”. E se riesci a farlo di prima mattina, è ancora meglio.

Possiamo dire che il vostro è un prodotto che funziona alla grande perché uno speaker completa l’altro?

Ignazio: Considerate il fatto che Geppo è nuovo, per quanto riguarda il mestiere dello speaker, mentre io sono nuovo nel lanciarmi ogni tanto in considerazioni che vengono confuse con battute, ma perché di mio sono abbastanza spiritoso, almeno mi ritengo tale. Perciò sì, uno completa l’altro: molto diversi, ma molto simili nell’obiettivo che è quello di far sorridere e far star bene chi ci ascolta. Doverosa menzione anche all’inviata nei bar che abbiamo tutti i giorni, Alessia Pellegrino.

Geppo: Sì, funziona anche perché nonostante ci conosciamo da pochi mesi, c’è un’ottima sinergia, uno completa l’altro. Ignazio – che è un grande professionista del microfono – è una persona che parla correttamente, è preciso, mentre io sono il guastafeste, colui che lo stuzzica, gli rompe le scatole, lo prende in giro, e questa cosa funziona proprio perché siamo il bianco e il nero. Come si sa, gli opposti si attraggono.

Qual è la componente più importante per far funzionare un programma a doppia conduzione?

Ignazio: La componente è capire nel più breve tempo possibile qual è il ruolo di ognuno, e poi rispettarlo e contaminarsi l’un l’altro. È vero che io non racconto le barzellette e Geppo sì, però è vero che Geppo prova a fare lo speaker, e sta diventando anche molto bravo, e io ogni tanto provo a lanciare lì qualche battuta comica che lo faccia sorridere, perché per me far sorridere anche lui è importante: vuol dire che comunque si sta divertendo.

Geppo: Innanzitutto deve essere il clima che si instaura tra i due conduttori. Ignazio e io ci siamo presi fin da subito, anche perché siamo due persone simpatiche, spigliate, alla mano. Magari chi non ci conosce di persona non lo può sapere, siamo persone versatili, componente molto importante specialmente in un rapporto di coppia professionale. Però, se voi fate caso a tutte le grandi coppie comiche del passato, sono tutte così: c’è sempre quello più loquace, quello meno ma più espressivo e viceversa.

Dimensione Suono Roma è una delle pochissime realtà ad aprire le porte ai più giovani grazie a Speaker Factory. A questo punto, qual è la giusta miscela per affrontare una carriera complessa come quella radiofonica?

Ignazio: Per quanto riguarda Speaker Factory, dico sempre che il mestiere della radio, purtroppo come altri mestieri, non è per tutti. È giusto provarci, e magari uno non sa di avere un talento nascosto, quindi c’è una giuria qualificata che se ne occupa. Però una volta scoperto che la radio è il tuo mestiere, Speaker Factory diventa un faro nel mare aperto, unica realtà che annualmente dà la possibilità ai giovani talenti di lavorare per Dimensione Suono Roma, il ritmo della Capitale. E quindi il ruolo che ricopre in questo momento storico è ancora più importante rispetto a quando lo vinsi io nel 2007. Consigli non ne ho, la giusta miscela è tenacia, talento, sicurezza nel voler fare questo mestiere e poi un po’ di fortuna – che ci vuole sempre.

Geppo: La carriera radiofonica è complessa. Personalmente non la conoscevo, ma che ho cominciato ad apprezza e capire quali sono le difficoltà una volta che mi sono seduto davanti a un microfono. Per fare lo speaker radiofonico devi essere in primis una persona loquace, che sappia parlare bene – non parlo di me [ride], parlo di un eventuale speaker che partecipa a Speaker Factory -, deve essere un tipo simpatico, sveglio spigliato. Speaker Factory è un ottimo trampolino per chi sogna di fare questo mestiere da una vita. Bisogna sapersi mettere in gioco, e poi serve un pizzico di fortuna, come in tutte le cose della vita, com’è capitato a me di conoscere ‘Igni’.

Consulenza Radiofonica, la professionalità On Air

Intervista a cura di Angelo Andrea Vegliante

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