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Giada Pari: tutto inizia da Speaker Factory per arrivare oggi ad RTL

Potremmo dire che tutto è iniziato con Speaker Factory. Per Giada Pari l’esperienza vissuta nel 2012 da vincitrice del casting radio organizzato da Dimensione Suono Roma è servita per imparare la tecnica fondamentale a un conduttore radiofonico, ma anche per lasciare grandi impronte sul terreno dell’etere. Un etere che si conferma attento al percorso tracciato dai propri talenti. Dopo la “piccola” di casa RDS si sono aperte le porte di Radio Subasio, la superstation fagocitata da Mediaset, e per un colpo di fortuna anche quelle di Radio Zeta e RTL 102.5 

Negli ultimi tempi sei passata da Dimensione Suono Roma a Radio Subasio, da Subasio a Radio Zeta e RTL. Ti fermi qua?

Voglio sperare! (ndr. ride). È un periodo pazzesco a livello personale – sono diventata mamma – e professionale. Ci sono state una serie di coincidenze felici che mi hanno portato dove sono adesso. È vero che nella vita la fortuna serve ma questa va anche alimentata, guadagnata con sacrifici, tenacia, convinzione e determinazione. Ho fatto un po’ di giri ma alla fine sono arrivata a un bel punto. 

Anche se, sarai d’accordo, non si arriva mai.

Sì, nella vita non si arriva mai da nessuna parte, è un viaggio continuo. Ma è una grande soddisfazione essere dove sono e continuerò a fare del mio meglio per restarci a lungo.

RTL è la radio più ascoltata d’Italia. Sei soddisfatta?

Soddisfazione enorme e inaspettata. Da poco sono entrata a Zeta, una realtà che mi è piaciuta subito, gestita bene, coordinata da Federica Gentile che è una donna meravigliosa. A tutto pensavo fuorché a RTL. Quando me l’hanno comunicato stavo per fare un incidente!
Va bene che avevo gli auricolari… però ho pensato: “Ok, sono dentro un frullatore e devo girare alla grande”. Ora sono in diretta durante la notte. La notte è magica.

Così si dice. 

La filosofia di RTL è essere al 100% in ogni fascia oraria. Cambia poco il feedback, anche la notte arrivano messaggi e chiamate di persone che ci sono perché fai compagnia. È bello avere tutto questo, è un po’come essere a teatro: il rapporto con l’ascoltatore è vicino. Ti accorgi se vai bene da quello che ricevi.

La forza di RTL è essere very normal people?

Mi fai una domanda che mi lascia senza parole.
Questa mattina (ndr. il giorno dell’intervista) accendendo il telefono sono entrata su Facebook dove ho trovato il messaggio di un ascoltatore che mi ringraziava per la compagnia oltre a considerazioni alle quali ho risposto. Mi ha detto: “Caspita allora è vero che siete come noi!”.
Ho capito che per gli ascoltatori è bello avere un rapporto con il conduttore che ascolta alla radio, un rapporto normale.

Quindi la normalità è vincente?

Certo, lo vedo anche in azienda dove tutti si fermano per un sorriso. C’è uno spirito di gruppo che non è facile da trovare. Credo che sia questo il successo di RTL.

Hai trovato questa familiarità anche a Zeta?

Le dinamiche che la muovono sono le stesse. Con Zeta mi sono meravigliata perché è un ambiente prettamente femminile gestito da una super donna (ndr. Federica Gentile). Dici: “Caspita, come è possibile?!”, visto che quando si parla di donne sul lavoro si pensa alla competizione.

Che ne pensi di quella opportunità chiamata “Speaker factory”?

È una perla rara nel mondo radiofonico, dà la possibilità a una persona di affrontare un percorso professionale. Ma come tutte le opportunità devi saperla manovrare, non puoi essere succube della dinamica. Devi essere consapevole della fortuna che ti è capitata e meritevole. Inoltre devi metterti in gioco, i metri di giudizio non sono gli stessi in tutte le radio. Se per una sei il primo in un’altra potresti essere l’ultimo.

Quindi “Speaker Factory” è un punto di partenza.

A un certo punto smetti di essere allievo, devi uscire dalla logica dell’essere pupillo e scoprire cosa puoi diventare altrove. Comunque è una opportunità preziosa, non ci sono cose simili.

Come sei cambiata da quella esperienza a oggi? 

Tutte le cose che ho fatto mi sono servite. A Dimensione Suono Roma ho imparato la tecnica, arrivavo da una radio locale (ndr. Radio Gamma) che mi ha permesso di relazionarmi con il mondo radiofonico. Poi a Subasio ho ritrovato la mia intimità, quella della vita di tutti i giorni. L’esplosione c’è stata su Zeta e RTL, dove è importante la tecnica ma anche la personalità e spontaneità.

Mi dici qualcosa che non è mai stato detto, tipo, che fanno i conduttori quando vanno in onda le canzoni? 

Ti posso dire quello che faccio io!
In linea di massima le canto e fortunatamente il microfono è spento. Parlo anche con chi mi affianca nel lavoro, in questo caso Armando (ndr. Armando Piccolillo) con cui faccio la notte. Quello che succede fuori onda è da stimolo per ciò che andrà in onda.

Hai utilizzato più volte la parola “fortuna”. La fortuna deve essere affiancata alla capacità di fare radio? 

La fortuna è essere nel posto giusto al momento giusto, ma la capacità è imprescindibile. Nel mio caso la fortuna è arrivata quando appena firmato con Subasio ho ricevuto la chiamata da Zeta, anche se ero felicissima della scelta fatta. Finito il percorso con Subasio ho fatto un provino per Zeta e poco dopo ero in onda. Dunque la mia fortuna è stata aver trovato le porte aperte nonostante fosse passato tempo.

Sembra come se una cosa abbia attirato l’altra, quindi “fortuna” significa muoversi?

Nel mondo della radio dove tutto cambia alla velocità della luce bisogna essere dinamici, altrimenti muori. È un ossimoro parlare di uno speaker che sta fermo. Bisogna essere sempre in moto.

Post a cura di Daniele Campanari

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