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L’obbligatorietà della testata giornalistica in capo alle emittenti ed ai fornitori di contenuti digitali

Proseguiamo con l’ormai consueta rubrica avviata su queste pagine nell’ambito della collaborazione intrapresa da Consulenza Radiofonica con Consultmedia. L’appuntamento, riguarda le problematiche tipiche del settore radiotelevisivo trattate dall’avvocato Massimo Lualdi di MCL Avvocati Associati , specializzato in diritto delle comunicazioni.

L’argomento di oggi è

l’obbligatorietà della testata giornalistica in capo alle emittenti ed ai fornitori di contenuti digitali

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione attraverso la recentissima sentenza n. 41765/2017 ha confermato la condanna per esercizio abusivo della professione (di giornalista) inflitta un anno fa ad un conduttore radiofonico dalla Corte d’appello di Trento (Sezione distaccata di Bolzano) per violazione dell’art. 348 C.p.

La motivazione della condanna è da ricondurre all’aver condotto, da parte dello speaker, notiziari radiofonici, esercitando quindi abusivamente la professione di giornalista.
Con la stessa decisione la Suprema Corte ha inoltre confermato la condanna per stampa clandestina alla legale rappresentante dell’emittente per non essere iscritta nell’apposito registro istituito presso il Tribunale competente (art. 5 della legge n. 47/1948).
La sentenza della Cassazione conferma la vigenza degli obblighi più volte sottolineati a riguardo della titolarità di una testata giornalistica in capo ad emittenti radiotelevisive, ma anche di fornitori di servizi di media audiovisivi.
Nel merito, come noto, ai sensi del c. 1 dell’art. 1 della L. 62/2001, per “prodotto editoriale” si intende “il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici”.
Ai sensi del successivo comma 3. dell’art. 1 della medesima L. 62/2001 al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 08/02/1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47/1948.Peraltro, l’Allegato A alla Delibera 353/11/CONS, all’art. 9, al comma 1, statuisce che “I soggetti titolari di autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 3 sono responsabili della natura e del contenuto dei programmi diffusi secondo le norme vigenti”, precisando, col comma 2, che “I direttori dei telegiornali sono considerati direttori responsabili ai sensi dell’articolo 32 – quinquies, comma 1, del Testo unico”.
Si ricorda, inoltre, che analoghi obblighi sono previsti in capo ai fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici via satellite e ai fornitori di servizi di media audiovisivi lineari e radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica, aventi i requisiti previsti dalla Delibera Agcom 606/10/CONS.

Ne consegue che non solo le emittenti radiotelevisive analogiche, ma anche i soggetti titolari di autorizzazione alla fornitura di servizi di media audiovisivi e dati che diffondono, quale che sia la tecnologia trasmissiva, prodotti editoriali a contenuto informativo devono dotarsi di testata giornalistica regolarmente registrata all’Ufficio Stampa del Tribunale territorialmente competente.

Il suddetto obbligo prescinde dal fatto che si usufruisca o meno di provvidenze editoriali o contributi statali a vario titolo. In merito a questo ultimo aspetto, si ribadisce che, in relazione all’attribuzione delle provvidenze all’editoria ai soggetti titolari di più concessioni radiotelevisive, l’Ufficio per le politiche multimediali di comunicazione istituzionale e di sviluppo dell’emittenza radiotelevisiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri si è, in più occasioni, espressa nel senso di riconoscere i contributi statali esclusivamente alle emittenti che abbiano registrato singole testate giornalistiche presso il Registro Stampa del Tribunale competente.
Ciò significa che, al fine di accedere alle provvidenze all’editoria per ciascuna impresa esercita, corre l’obbligo, per i soggetti pluriconcessionari, di registrare singole testate giornalistiche per ciascuna delle emittenti gestite e di presentare separate domande per le medesime.
Si rileva che il suddetto orientamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma quanto già evidenziato (con largo anticipo) da Consultmedia con circolare del 27/10/2004.

Post a cura di Massimo Lualdi per Consulenza Radiofonica La Professionalità On Air, col contributo contenutistico di Newslinet.com

 

1 Art. 2 L. 47/1948 – Indicazioni obbligatorie sugli stampati – Ogni stampato deve indicare il luogo e l’anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell’editore. I giornali, le pubblicazioni delle agenzie d’informazioni e i periodici di qualsiasi altro genere devono recare la indicazione: del luogo e della data della pubblicazione; del nome e del domicilio dello stampatore; del nome del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile. All’identità delle indicazioni, obbligatorie e non obbligatorie, che contrassegnano gli stampati, deve corrispondere identità di contenuto in tutti gli esemplari. (2) Per l’integrazione delle indicazioni previste dal presente comma vedi il comma 119 dell’art. 2, D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, come modificato dalla relativa legge di conversione.

2 Art. 5 L. 47/1948 – Registrazione – Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi. Per la registrazione occorre che siano depositati nella cancelleria: 1) una dichiarazione, con le firme autenticate del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile, dalla quale risultino il nome e il domicilio di essi e della persona che esercita l’impresa giornalistica, se questa è diversa dal proprietario, nonché il titolo e la natura della pubblicazione; 2) i documenti comprovanti il possesso dei requisiti indicati negli artt. 3 e 4; 3) un documento da cui risulti l’iscrizione nell’albo dei giornalisti, nei casi in cui questa sia richiesta dalle leggi sull’ordinamento professionale; 4) copia dell’atto di costituzione o dello statuto, se proprietario è una persona giuridica. Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, verificata la regolarità dei documenti presentati, ordina, entro quindici giorni, l’iscrizione del giornale o periodico in apposito registro tenuto dalla cancelleria. Il registro è pubblico (6). (6) Vedi, anche, D.P.R. 1° marzo 1961, n. 121, Tab. A, n. 113.

3 Recante il “Nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale”;

4 Rubricato “Responsabilità e rettifica”;

5 D. Lgs. 177/2005 – Art. 32-quinquies (Telegiornali e giornali radio. Rettifica) 1. Ai telegiornali e ai giornali radio si applicano le norme sulla registrazione dei giornali e periodici, contenute negli articoli 5 e 6 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni; i direttori dei telegiornali e dei giornali radio sono, a questo fine, considerati direttori responsabili. 2. Chiunque si ritenga leso nei suoi interessi morali, quali in particolare l’onore e la reputazione, o materiali da trasmissioni contrarie a verita’ ha diritto di chiedere al fornitore di servizi di media audiovisivi lineari, incluse la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo, all’emittente radiofonica ovvero alle persone da loro delegate al controllo della trasmissione, che sia trasmessa apposita rettifica, purche’ questa ultima non abbia contenuto che possa dar luogo a responsabilita’ penali. 3. La rettifica e’ effettuata entro quarantotto ore dalla data di ricezione della relativa richiesta, in fascia oraria e con il rilievo corrispondenti a quelli della trasmissione che ha dato origine alla lesione degli interessi. Trascorso detto termine senza che la rettifica sia stata effettuata, l’interessato puo’ trasmettere la richiesta all’Autorita’, che provvede ai sensi del comma 4. 4. Fatta salva la competenza dell’autorita’ giudiziaria ordinaria a tutela dei diritti soggettivi, nel caso in cui l’emittente, televisiva o radiofonica, analogica o digitale, o la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo ritengano che non ricorrono le condizioni per la trasmissione della rettifica, sottopongono entro il giorno successivo alla richiesta la questione all’Autorita’, che si pronuncia nel termine di cinque giorni. Se l’Autorita’ ritiene fondata la richiesta di rettifica, quest’ultima, preceduta dall’indicazione della pronuncia dell’Autorita’ stessa, deve essere trasmessa entro le ventiquattro ore successive alla pronuncia medesima. 5. Sono abrogati gli articoli da 5 a 9 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, n. 255, attuativi dell’articolo 10 della legge 6 agosto 1990, n. 223);

6 Cfr. art. 11 della Delibera Agcom n. 127/00/CONS;

7 Cfr. art. 12 della Delibera Agcom n. 606/10/CONS;

8 Art. 32-quinquies – D. Lgs. 177/2005 – (Telegiornali e giornali radio. Rettifica) 1. Ai telegiornali e ai giornali radio si applicano le norme sulla registrazione dei giornali e periodici, contenute negli articoli 5 e 6 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni; i direttori dei telegiornali e dei giornali radio sono, a questo fine, considerati direttori responsabili;

9 nonché le pubblicazioni periodiche cartacee ed online;

10 Estratto circolare Consultmedia 27/10/2004 (integrale in SIT Online su www.consultmedia.it) – “A seguito di chiarimenti forniti via breve a questa struttura dal Ministero delle Comunicazioni (relativamente alle istanze prodotte ex DM 225/02, tese ad ottenere il riconoscimento di contributi per le emittenti radiofoniche), dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri (relativamente alle istanze prodotte ex L. 250/90, tese ad ottenere l’attribuzione delle cd. “provvidenze per l’editoria”) e dal Registro Stampa del Tribunale di Milano, è emerso quanto segue:
i soggetti giuridici titolari di più emittenti (rectius, concessioni) devono registrare al Registro Stampa del Tribunale territorialmente competente una testata giornalistica per ogni stazione gestita, a prescindere dal fatto che i contributi informativi diffusi attraverso le stesse siano i medesimi;
i soggetti giuridici titolari di più emittenti (rectius, concessioni) devono presentare agli enti competenti (Ministero delle Comunicazioni, Co.Re.Rat./Co.Re.Com, Presidenza del Consiglio dei Ministri) singole domande (per ognuna delle emittenti gestite, ovviamente articolate sulle specifiche consistenze editoriali, interaziendali ed impiantistiche) per l’attribuzione dei contributi ex lege”.

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