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Il fenomeno del momento, l’arrivo delle radio sul digitale terrestre tv: le visual radio.

Proseguiamo con l’ormai consueta rubrica avviata su queste pagine nell’ambito della collaborazione intrapresa da Consulenza Radiofonica con Consultmedia , prim

a struttura italiana di competenze a più livelli in ambito mediatico.

L’argomento di oggi è il fenomeno del momento: l’arrivo delle radio sul digitale terrestre tv. In questa intervista all’avv. Lualdi esamineremo brevemente la procedura, le soluzioni, i costi ed i vantaggi di questa grande opportunità per le emittenti radiofoniche che vogliono integrare o –perché no? – ampliare la propria area di copertura.

Quale è la procedura per “arrivare” sul DTT?

Dipende se un’emittente è titolare di una concessione per la radiodiffusione sonora oppure no (caso delle web radio). Nella prima ipotesi la concessione (e l’autorizzazione alla produzione di contenuti digitali, cd. ruolo di “fornitore di contenuti” o “content provider”) costituisce, sic et simpliciter, titolo per integrare la diffusione sul DTT, mediante la veicolazione di un contenuto solo audio o audiografico (il cd. “cartello” con il logo dell’emittente). In tale fattispecie sarà sufficiente formulare un’apposita comunicazione munita degli elementi identificativi al Ministero dello Sviluppo Economico

E nel secondo caso, quello delle web radio?

In tal caso occorrerà presentare una domanda per il conseguimento del titolo di “fornitore di servizi di media audiovisivi” (FSMA) per la diffusione in tecnica digitale su DTT. I contributi per l’istruttoria da versare al Ministero per le autorizzazioni locali sono: 250 euro per un’autorizzazione a carattere comunitario (locale); 500 euro per un’autorizzazione (commerciale) limitata ad un ambito provinciale; 3.000 euro per l’autorizzazione in ambito locale (regionale). La durata del titolo è di 12 anni.

Ci sono poi costi aggiuntivi?

No, ma il soggetto è tenuto a ottemperare a tutti gli adempimenti tipici del settore, essendo, a tutti gli effetti, una televisione (che ha una declinazione sul web e non viceversa). Quindi: comunicazioni all’Agcom (comunicazione annuale, Informativa Economica di Sistema, contributo Agcom, ecc.) ed al Ministero dello Sviluppo Economico. Adempimenti che hanno quale unico costo quello della predisposizione, per la quale è comunque quanto mai opportuno essere assistiti da consulenti legali o da fiscalisti di fiducia, essendo piuttosto insidiosi…

Consultmedia offre formule di supporto?

Certamente: abbiamo contratti di assistenza onnicomprensiva o, tradizionalmente, il servizio a chiamata, per il quale si corrisponde il prezzo della singola prestazione richiesta. Il tutto integrato dal ns. servizio di circolari SIT, al costo di euro 100,00 + IVA annui.

Tornando alla procedura, sembra di capire che la soluzione del conseguimento del titolo di FSMA costituisca un quid pluris rispetto all’audiografica?

Sì, consente di effettuare la cd. “visual radio”, cioè una vera e propria televisione, con filmati, riprese, contenuti audiovisivi dinamici che il solo titolo concessorio per l’FM non consente (oltre a permettere una eventuale differenziazione parziale o totale della programmazione tra radio e tv). Quest’ultimo, infatti, permette unicamente la veicolazione del flusso audio eventualmente integrato dal “cartello” ma è assolutamente vietata la veicolazione di contenuti audiovisivi dinamici, che presuppongono il titolo di FSMA.

Quindi una radio FM che volesse effettuare visual radio dovrà comunque conseguire il titolo di FSMA?

Sì. Oppure rilevarne uno da chi intendesse cederlo. Tale soluzione è di norma adottata per andare on air immediatamente oppure, nei casi di bacini congestionati, dove è difficile o impossibile ottenere un numero LCN, l’identificativo sul telecomando (logical channel number), che viene rilasciato di norma insieme al titolo di FSMA, ma solo qualora ci siano numeri ancora disponibili (a Milano e Roma, per esempio, ormai non ve ne sono più). Diversamente il titolo FSMA è del tutto astratto e concretamente inutilizzabile. I costi di questi titoli, comunque, sono di norma accessibili quando si parla di numerazioni alte, ad esempio nel tipico arco 600 o 800…

E per la veicolazione dei soli flussi radio, gli LCN come vengono assegnati?

Non vengono assegnati, perché il Ministero non ha ancora provveduto ad emanare il bando per l’arco 701-799…. Chi li presidia lo fa quindi in forma del tutto arbitraria.

Per essere trasportati quali sono i costi?

Dipende dalla capacità trasmissiva richiesta e dai territori. Un’audiografica di norma necessità di 500 k, cioè 0,5 MB (cartello + flusso audio di 128 k), che è poi il taglio per le combinazioni successive (1000, 2000 k). In Lombardia (10 milioni di abitanti) 0,5 MB possono essere acquistati ad un prezzo che va da 500 a 1500 euro + IVA/mese a seconda della capillarità del mux DTT. Quanto alle necessità, se si sfrutta il formato H264 (HD), che contraddistingue ormai il 50% del parco tv), con 1 MB si può effettuare una visual radio piena (in caso di SD occorre arrivare almeno a 2MB). Anche in questo caso Consultmedia ha negoziato per le emittenti assistite delle tariffe particolari in tutte le aree italiane.

Sul piano di produzione cosa serve?

Nel caso di una visual radio ci sono soluzioni software molto avanzate, come la Flu-O Tv di Bitonlive, fiduciaria di Consultmedia: una soluzione di elevata qualità a costi molto accessibili, frutto della sperimentazione sulla Hybrid Radio condotta da un anno a questa parte.

Quali i vantaggi della radio sulla tv?

Innanzitutto quello di raggiungere l’utenza stanziale (case, esercizi commerciali), ormai prive in gran parte di ricevitori FM. In secondo luogo, di sfruttare le potenzialità, anche a fini comunicativi, della componente video.

Consulenza Radiofonica – La professionalità On Air

Post realizzato con il contributo contenutistico di Newslinet.com

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